Your Bucket List 2011

Un resoconto dell’anno ed una lista di desideri per il nuovo, tra le luci fioche di una città infreddolita. Un bicchiere vuoto, un agenda ancora bianca in attesa di essere riempita…un giorno alla volta. I nostri auguri dalla penna di Anna Russelli.

Risuona e carezza, la voce dolceamara di Leonard Cohen, tra le quattro mura del mio piccolo studio.
E’ Natale, è sera, e l’anno sta per finire.
Fuori, la mia città dorme nel quartiere e si muove altrove: macchine che scorrono come formiche sulle strette, costipate, strade del centro, sussultando sulla pietra antica come su un vetusto tratturo di campagna. Le luci falso arancione dei nuovi lampioni comunali gettano inquietudine e visioni nel freddo della serata come una torcia in una soffitta.

Fasciati nella noia e nei cappotti, si gira osservando e giocando le stesse scene ovunque: incontri, parole, partenze per angusti luoghi notturni stretti nei vicoli del centro o altrove, solo per fermare il tempo, nella penombra ingannevole di una stanza, al suono stridente e stonato di un gruppetto rock o in un bicchiere di euforia diluita con ghiaccio e limone.
L’anno passato lo sentiamo addosso come una valigia troppo piena e troppo fragile. Mille  volti, milioni di parole, miliardi di immagini: giorni passati a scorrere e riempire le pagine della vita come quelle di un’agenda coi fogli a strappo: uno alla volta, uno alla volta, uno alla volta…
Ah, che bello quel film, di qualche anno fa… the Bucket List, con quei due mostri  sacri che sono Jack Nicholson e Morgan Freeman, che dedicavano gli  ultimi giorni di vita a completare ed esaudire la lista dei desideri…

Le liste fanno parte delle feste non meno degli auguri stanchi che ci scambiamo ormai con tutti, giocoforza le troppe vie di accesso che abbiamo l’un l’altro in questo primo Millennio multimediavirtuale della Storia Umana;
ci si ferma, inevitabilmente, a farsi i conti, pensando a quello che è dentro e quello che è fuori, un po’ come quando da bambini ci si sedeva sul pavimento a gambe incrociate e si dividevano  le figurine Panini: ce l’ho, non ce l’ho, ce l’ho, non ce l’ho…

E a pensare che il tempo, in fondo, è solo un gioco che ci siamo inventati:  le date, le scadenze, i nomi dei mesi, dei giorni;  che quello che scorre al di fuori di noi è tanto inesorabile e impermeabile quanto volubile e percettibile è quello che ci attraversa dentro.

Sarà per questo che gli ultimi giorni dell’anno li sentiamo come cibo che avanza dopo l’abbuffata di Natale: superflui.
In fondo, l’anno nuovo è un nuovo inizio per chiunque: l’illusione di un tempo, uno spazio libero da riempire ancora, proprio mentre il tempo già vissuto ci appare  talvolta pieno di troppe cose da non rifare più.
Compro una nuova agenda, ogni volta, sul finir dell’anno, come se comprassi una nuova  vita…
Stavolta ha la copertina rosa. E dentro, le pagine a quadretti e tante citazioni e aforismi, e una prima pagina, completamente bianca, con un inquietante titolo in intestazione: Your Bucket List 2011, la lista dei desideri per il 2011.

La scrivania si fa stretta. Una sensazione di sollievo e ansia, contemporaneamente, mi sale per la gola.
Mi siedo sul divano e comincio a scrivere: un lavoro ben pagato,  una casa, un viaggio, un fidanzato nuovo, qualche chilo in meno…

Mi fermo, con la sensazione netta che sto sbagliando qualcosa.
Una società più giusta, una politica diversa, una città migliore… mah …qualcosa non torna.
Mi alzo e apro la finestra. Guardo giù.
Vedo gruppetti chiassosi di gente che s’incontra, scendendo dalle macchine e vociando ad alto volume su dove andare a trascorrere la serata…

Alzo lo sguardo, è una splendida notte: il cielo è terso, le stelle sembrano barche lontane di pescatori persi nell’infinito, brillanti di una luce remota e misteriosa, di una bellezza che toglie il fiato: stanno lì da sempre, tolgono il fiato da sempre…
Faccio un respiro profondo e l’aria gelida mi entra dentro come fosse, questa sì, una nuova vita, una nuova opportunità…

“La lista dei desideri per il 2011” giace bianca nel silenzio notturno della casa; accanto, un bicchiere vuoto e una penna.
La strappo via senza esitare e penso che quell’agenda, in fondo, è fatta anche così: con le sue pagine vuote, da riempire una alla volta, una alla volta, una alla volta…insomma, è già una nuova vita, è già un nuovo anno, è già un altro Millennio.

Buon Anno a tutti.

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Anna Russelli

Nata a Catania, vive a Potenza. Laureata in Lingue, è stata tra i blogger più seguiti della Basilicata. Ama scrivere e ha collaborato con diversi magazine locali. Appassionata di fotografia, musica, lettura, viaggi. Attualmente è Segretario Generale di SLC CGIL Basilicata, il Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione.