Dialoghi tra donne: parla Anna Magnani

E’ un periodo questo nel quale si è ripreso a parlare delle donne e del femminismo. Donne che parlano di donne, uomini che parlano di donne, giornalisti e giornaliste, preti e suore che parlano dell’universo femminile. Sembra di essere improvvisamente tornati agli anni dell’autocoscienza di classe e di genere. In rete impazzano gruppi in memoria delle donne che hanno segnato, positivamente– s’intende -la storia d’Italia; nelle piazze reali e virtuali ci siamo calati tutti nel ruolo di analisti del genere femminile e della fine (o dell’involuzione, che dir si voglia) che ha subito quest’ultimo. Noi, che donne lo siamo e siamo diverse che più diverse non si può, per evitare l’autocoscienza femminista e affrontare l’argomento, senza cadere nella banalizzazione, facciamo parlare tre donne: Coco Chanel, Anna Magnani e Oriana Fallaci.
Ecco quindi il verosimile (ovviamente mai avvenuto) dialogo tra le tre esponenti del gentil sesso, che parlano di sé con noi e per noi donne del XXI secolo, noi che i pro e contro del femminismo ce li siamo ritrovati come diritto di nascita e non come scelta o conquista. La parola a Mamma Roma…

- Come ti chiami tu?

Alzo lo sguardo e vedo lei: la Magnani.

- Ahoo! Bella ragazzina! Me senti? Come te chiamii? Che nun me capisci?

Ok Agnese, hai bevuto troppo…oppure ti sei addormentata – penso.

- Eh brava! Stai dormendo, non ti sei mbriacata e questo è il tuo sogno. Che dobbiamo fare? Vuoi volare sulla città? Vedere nelle vite degli altri? Diventare protagonista di un mio film? Che vuoi fare?

- Mah..veramente non so…vorrei parlare, se a Lei non dispiace.

- E di che vuoi parlare?

- Di Lei. Lei è il mio mito…e non solo il mio. E’ il simbolo delle donne italiane del secolo scorso: donne forti, donne che iniziano a essere libere e vincenti, che diventano artefici del proprio destino e del proprio successo e l’ha fatto recitando, cioè “citando” altre donne, altre vite non sue, ma che per un po’ lo sono state.

- Allora innanzi tutto dammi del “tu”, è il sogno tuo…vivilo in grande. Si, dalla vita ho avuto tanto, perché tanto ho dato e tanto ho perso. Tutto non si può avere, è un mito dei vostri tempi quello di avere tutto e subito, un pensiero che io non capisco. E’ così ingenuo!

- E’ vero. Dimmi di più, raccontami come si diventa Anna Magnani.

- Io non ci sono diventata, io sono stata e sarò sempre Anna Magnani. Ma partiamo dal principio: non ho mai avuto una famiglia normale. Magnani è il cognome di mia madre e sarà anche quello di mio figlio, questo dice già molto. Sono vissuta con le mie zie, mia madre era in Africa…tutte donne, tranne zio Romano…un vero matriarcato, ho cercato l’amore materno, ma è sempre stato un rapporto difficile, preferirei non proseguire. Con mio figlio Luca è stato diverso, io sono stata diversa.

- Poi?

- Poi a diciannove anni ho iniziato a studiare recitazione a quella che sarebbe diventata l’Accademia d’Arte drammatica e da lì non ho mai smesso, prima solo a teatro e poi il cinema.

- Il cinema…La mia passione! E quanti premi ha vinto! Quanta meritata fama…

- Si nel lavoro sono stata molto apprezzata e premiata. Cercavo l’amore, quando decisi che questa sarebbe stata la mia strada… E l’ho trovato.

- Hai avuto altri amori, oltre al cinema e Luca.

- Io non ho mai rinunciato all’amore. Mi sono sposata, ho lasciato mio marito per amore, sono diventata madre e sola, per amore, poi insieme a Roberto abbiamo creato “il mito italiano del dopoguerra” sempre per e con amore. Ho amato e sono stata amata ma non è detto che ci sia il lieto fine per tutte. Il percorso è importante.

- Il mondo ti ha conosciuta e ti continua a conoscere soprattutto come Pina che corre, sbracciandosi, dietro la camionetta dei tedeschi e colpita muore. Ti ricorda con l’immagine della telefonata che ti comunicava la vittoria dell’Oscar. Come ci si sente?

- Ero la prima. Ero al massimo. Altre italiane dopo di me hanno avuto la statuetta, ma io sono stata la prima. Altre italiane hanno creato il mito, dopo di me, ma io l’ho fatto per prima.

- Lo sai Anna che in Italia ora noi donne ci troviamo nuovamente a dover chiarire la nostra posizione rispetto alla società, a una società che non ci rispecchia, che non ci rende giustizia?

- Ahahahahah!

La sua risata…Brividi…!

- Bellezza le donne dovranno sempre stabilire la loro posizione nel mondo e nella società, qualunque società sia: contadina, post bellica o semplicemente pecoreccia, come la vostra. La missione delle donne è sempre stata questa. Che ti pensavi? Che col femminismo avevate risolto tutto? Combatterete, se sarete brave riuscirete a spuntarla, di solito le donne ce l’hanno sempre fatta, si sono sempre evolute e affermate, nonostante gli uomini padroni, gli uomini mariti e gli uomini figli. Io sono Anna Magnani, figlia di Marina Magnani, madre di Luca Magnani, attrice pluripremiata, moglie, madre e mito. Daje un po’! Svegliati e combatti!

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Agnese Porto

Agnese è nata a L'Aquila ventisei anni fa’ e qui continua a vivere. Studia Lettere, indirizzo Teatro e Spettacolo e ha già fatto i conti con la possibilità di vivere d’espedienti. Ha collaborato con l’Accademia dell’Immagine, l’Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica” e più in generale nell’organizzazione e promozione di eventi culturali. Ama scattare fotografie, sia in analogico che in digitale. Adora l’Arte, in tutte le sue forme ed espressioni e fa in modo di essere contraccambiata nel sentimento, non sempre riuscendovi. Agnese adora la birra artigianale. Non ha l'orecchio assoluto.