L’Aquila, tutte le promesse di Berlusconi
Dalla notte del 6 aprile di due anni fa, quando alle 3.32 il terremoto colpì L’Aquila, il premier Silvio Berlusconi ha compiuto 31 visite ufficiali in città (organizzandoci pure un G8).
Ha promesso new town e costruzioni lampo. Poi ricostruzioni sempre meno veloci. Ha fatto qualche gaffe e ha raccontato qualche barzelletta. È stato prima acclamato nelle tendopoli e poi contestato dal «popolo delle carriole». Nel secondo anniversario del sisma, il centro cittadino è ancora morto, circa 37 mila cittadini restano fuori casa, il sindaco Massimo Cialente dice che il governo è «molto distratto», che «sembra che ci sia una regia per perdere tempo» e che si è ricostruita «solo una città di cartone». Tonnellate di macerie restano nel centro storico come pesante memoria. Quello che rischiava di svanire era il filo di promesse e parole del presidente del consiglio agli aquilani. Ve le ricordiamo tutte (riassunte in 39 dichiarazioni) nella nostra infografica. Vai su Linkiesta.it per leggerla .
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