EUROPA MODELLO PER I NUOVI AMMINISTRATORI
La principale sfida che si troveranno ad affrontare i nuovi amministratori dei grandi e piccoli centri urbani, usciti dalle urne di questa combattuta campagna elettorale, e’ l’europeizzazione dei complessi sistemi economici, strutturali e sociali che saranno chiamati a governare.
L’Europa e’ un ”parametro” di giudizio dei candidati e delle liste che li supportano che dovrebbe essere tenuto ben presente dagli elettori. Oggi governare anche una citta’ di meno di trentamila abitanti e garantire un buon livello della qualita’ della vita ai cittadini che ci vivono e ci lavorano, richiede conoscenze multidisciplinari e una solida visione culturale di insieme dei contesti locali e internazionali in cui l’azione amministrativa si inserisce, ben superiori a quanto si richiede a un capo di Stato. In Italia ne abbiamo molte testimonianze significative, molte felici e molte altre purtroppo eclatanti e drammatiche. Le cronache locali e nazionali sono stracolme delle difficolta’ incontrate da tante amministrazioni nella gestione del ciclo dei rifiuti, nell’affrontare le tante emergenze ambientali, nel difendere la prima risorsa di una comunita’, il territorio e con esso il piu’ bel paesaggio del mondo, dal dilagare dell’abusivismo edilizio, nel risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico e acustico e della mobilita’ legato al traffico veicolare privato. Da tempo le citta’ crescono secondo ”modelli” urbanistici che tengono in scarsa considerazione come favorire la socializzazione e l’efficienza dei servizi, disegnando un tessuto urbano inadeguato e dirompente per la coesione sociale. La logica seguita e’ la costruzione di aree residenziali senza centri di attrazione e aggregazione come le vecchie, antiche piazze dei centri storici, per anziani, bambini, giovani, famiglie, sostituite non molto brillantemente dai centri commerciali.
L’isolamento dei singoli, l’utilizzo obbligatorio dell’auto per ogni spostamento e per ore determina nei grandi centri urbani disgregazione, disagio mentale e alienazione. I recenti tagli agli enti locali hanno compromesso un quadro gia’ deteriorato, in cui si cercava di sopperire agli errori di urbanizzazione con la massima delocazione dei servizi sanitari, sociali, scolastici e con l’assistenza domiciliare.
Eppure in Italia e in gran parte dell’Europa ci sono gli esempi giusti al quale riferirsi per affrontare queste grandi problematiche e l’integrazione europea offre anche il know how politico, attraverso le direttive Ue in ogni campo e i mezzi finanziari, attraverso i fondi europei, per cominciare a risolverli. Molti piccoli e medi centri italiani ben amministrati e dove la qualita’ della vita e’ decisamente superiore alla media, si stanno arricchendo diventando aree di attrazione per una nuova migrazione interna e dall’estero, composta da imprese, persone e famiglie produttivamente attive e socialmente consapevoli. Trasformare il comune o la provincia affidata loro dagli elettori nel posto piu’ bello dove vivere, gareggiando con i tanti altri candidati a diventare ”paradisi sulla terra” dovrebbe essere il semplice slogan con cui si aprono tutti i programmi elettorali.
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