Il vento cambia? Qui pare un tornado, al riparo!

Il PD cerca di mettersi al riparo dal tornado (come nei film americani)sbarrando porte e finestre, piuttosto che sfruttare le opportunità e lanciare la sfida (come in altri film americani).

Più che un vento che alza baldanzoso (e maschilista!) le gonne democratiche, sembrerebbe che per molti esponenti politici del PD quello che spira, a forza di nominarlo, si stia trasformando in un tornado.

E allora hai voglia a parlar di cambiamenti, ragassi, il tornado non e’ mica uno scherso ( la ‘s’ non è un errore, è per accentuare la cadenza emiliana) di fronte a un tornado non ci si mette mica lì a prendere la bressa in faccia. Ci si ripara, ci si attrezza, ci si copre, come si può. E così eccoci, ancora una volta, a trasformare un’altra occasione in una brusca fermata piuttosto che in un importante trampolino.

A poche settimane dalle elezioni, dai referendum, dalle ennesime beffe del governo Berlusconi, per non rimanere raffreddati dal vento, il PD e’ riuscito a inanellare una serie di decisioni per arginare la tempesta, frutto dei migliori manuali di sopravvivenza (politica).

Ha pensato bene di rimandare non si sa di quanto, le elezioni del segretario regionale nel Lazio ( quella del segretario regionale e’ una figura fondamentale, col porcellum, nella scelta delle candidature per Camera e Senato e il Lazio non è proprio un territorio di secondo piano): meglio un integerrimo e allineato, seppur bravo, Chiti, che chissachì eletto con le primarie aperte, così come previsto dallo statuto.

Ma il vento continua a soffiare e non c’è tempo da perdere, guardate come svolazzano quelle pagine di giornale. Detto, fatto: all’Unità si cambia direttore, in barba al web, ai cambiamenti, al pubblico virtuale e alla credibilità guadagnata presso il popolo dei movimenti e i ‘redivivi’ simpatizzanti. Per il tornado occorre sigillare bene le entrate e le uscite.

Il tempo scorre e dall’entroterra il vento spinge. E allora perchè non fermarlo, in barba a tutti i proclami (e programmi), non lanciando un chiaro segnale per l’abolizione delle province?
Adesso bisogna fare provviste (anche di posti da tenere in piedi e da promettere?). Non c’e’ tempo, ci si penserà, passata la tempesta.

Serrate le porte, fatte le provviste, occorre mettere in salvo la famiglia, assicurarsi che tutti possano ritrovarsi, passato il tornado, lì dove erano prima. Per questo se proprio si deve agitare lo spettro di una riforma elettorale, occorre prepararne una che sia uguale uguale a questa, praticamente, e che sfrutti formalmente il vento (referendum e’ la parola magica), ma che non turbi la ricostruzione.

Peccato. Perchè noi pensavamo che questo vento non portasse la tempesta, da cui difendersi (o almeno non a noi), ma che fosse un Maestrale che gonfiasse le vele e portasse al largo la nave Italia. Pensavamo che i venti spirassero verso la partecipazione e l’informazione libera, credevamo che con tale brezza (stavolta con la ‘z’) ci regalasse più efficienza e rigore (non quello dello squadrismo contro gli statali e i tagli orizzontali) e che l’abolizione delle province e un’organizzazione più razionale della macchina statale avesse anche portato un taglio a promesse e favoritismi. Pensavamo che dopo le proposte dell’assemblea nazionale e spinti dal soffio potente di un Grecale elettorale, non ci saremmo mai visto la lotta tra un referendum per promuovere un irragionevole proporzionale netto, contro uno che riproponesse, almeno, un mattarellum che restituisce almeno il 75% della scelta ai cittadini.

Il vento e’ cambiato, c’e’ chi si copre per ripararsi e chi lo fa per coprirsi da quelli che si riparano.

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Riccardo Camilleri

Classe '81, ha studiato, praticato, testato e tentato in vari campi. Si occupa di comunicazione politica ed è l'uomo della comunicazione dell'associazione di promozione sociale Elisso. Lavorare per il no profit, per lui, significa dare la possibilità di far conoscere e sensibilizzare su questi temi. Scrive, per lavoro e per passione, per siti, giornali online, campagne di comunicazione e istituzionali, girovaga nel web e crede ancora nella politica, quella delle idee coraggiose, quella che rompe le scatole, quella che sta tra le persone e prova a coinvolgere ed è membro della Direzione del PD Roma. Si può trovare da Elisso, al circolo del Pd Marconi, a una manifestazione per i diritti LGBT, sempre con i suoi occhialetti, la sua sigaretta e un paio di idee che già gli frullano in testa.