La destra e la ‘accountability’ smarrita
La formazione dell’opinione pubblica mediatizzata è condizionata da una variabile che, giorno dopo giorno, diventa sempre più ‘pesante’: la credibilità. In inglese esiste una parola che rende l’idea in modo ancora più efficace: accountability.
L’accountability è la sintesi di tante virtù: responsabilità, etica pubblica, capacità di offrire risposte ai cittadini e ai mezzi di comunicazione, autorevolezza.
L’affermazione di Internet ha reso l’accountabilty cruciale per il successo in pubblico: gli opinion leader sono gli utenti che scrivono, pensano, prendono posizione, si difendono, contrattaccano, non fuggono. Non emerge chi ha grandi capacità diplomatiche, ma piuttosto chi dà conto delle sue idee, che siano più o meno popolari. Questa dinamica spiega sempre di più le dinamiche di socializzazione e comunicazione politica, soprattutto perché la Rete offre sempre una possibilità in tempo reale della credibilità di ogni protagonista della vita pubblica.
Un governo che ha smarrito la sua accountability per strada è arrivato a fine corsa. E il governo Berlusconi non è più credibile, non è accountable.
Credete a un gruppo di persone che sono alla guida di un paese in cui un ministro (Tremonti) dà del cretino a un suo collega (Brunetta) fuori onda?
E credereste al fatto che un evento del genere non causi strascichi, così come Brunetta ha cercato di illustrare a tutti noi? E allora perché l’amico Tremonti non era al matrimonio di Brunetta mentre l’amico Sacconi, che non era stato certamente più leggero del Ministro dell’Economia, è stato addirittura il testimone di nozze dello stesso Brunetta?
Credete al popolarissimo Presidente della Regione più ricca d’Italia, Roberto Formigoni, che parla della necessità di ridurre i costi della politica e di rendere più equa la manovra economica mentre sul suo sfondo, durante un collegamento al TG3, si stagliano lussuose barche?
Credete a una forza politica, la Lega Nord, che ha prima promesso l’abolizione delle province in campagna elettorale, poi ha fatto le barricate contro questa opzione in Parlamento, e oggi presenta una legge costituzionale per il taglio dei costi della politica che ha bisogno di non meno di due anni per essere approvata, quando la legislatura ha certamente meno di due anni di vita, anche se si chiudesse con la sua scadenza naturale?
Credete ai propositi del nuovo segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ha iniziato la sua reggenza invocando il partito degli onesti mentre il suo Partito e il suo mentore, Berlusconi, chiedevano in parlamento di votare contro la richiesta di arresto del loro deputato Alfonso Papa?
La perdita di credibilità di chi governa il Paese è sistemica, è ovunque e, probabilmente, è irrecuperabile. Se la destra perderà, non sarà solo perché ha amministrato male e non ha mantenuto le promesse, ma soprattutto perché non ha più la forza di farne, di offrire una prospettiva.
Promettere (anche poco) e mantenere, per questo, rischia di essere il miglior modo per vincere le prossime elezioni, a qualsiasi livello.
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