Bozza d’intesa fra governo, regioni e parti sociali sugli stage

Ho appreso i primi dettagli della bozza d’intesa elaborata dai tecnici del governo sugli stage (e l’apprendistato). E ci sono alcuni punti rivelati dal sole 24 ore della bozza che mi lasciano veramente sconcertato. Ma che qualcuno stesse prendendo in giro i giovani e gli stagisti l’avevo capito da molto tempo creandomi non pochi nemici. Chiaramente vi aggiornerò dell’evoluzione della situazione nel corso del tempo. Vediamo ora. Uno dei punti più scandalosi della bozza in questione.

Per le imprese arriva l’obbligo di assicurare lo stagista all’ Inail, ma viene fatto espresso divieto di retribuire lo stagista (anche in via indiretta) il ragazzo. Al massimo può essere essere previsto un rimborso spese totale o parziale delle spese sostenute. Quindi, abbiamo perfino un netto peggioramento rispetto alla situazione precedente o meglio quella attuale. Perché?

Semplice. Oggi una azienda piccola-media-grande può decidere discrezionalmente di retribuire lostagista con 700-800-900 euro al mese. Molte non lo fanno, ma questa possibilità era pur sempre contemplata. Con la nuova bozza, se una azienda volesse retribuire lo stagista potenzialmente non può più e comporterebbe una violazione, una infrazione. Questa bozza dovrebbe portare ad un freno degli abusi degli stage sul mercato del lavoro, invece, sancisce la condizione di inferiorità dello stagista italiano rispetto ad altre categorie di lavoratori.

Questo stesso blog aveva evidenziato anche attraverso il manifesto dei diritti dello stagista – idee per un cambiamento un punto fondamentale “…Obbligo di retribuzione a tutti gli stagisti italiani senza distinzione di età, scolarità e località geografica. Superamento dei concetti di rimborsi spese, facilitazioni, borse di studio e introduzione del concetto di stipendio o retribuzione a livello legislativo….”

http://generazionep.ilcannocchiale.it/2011/03/31/il_manifesto_dei_diritti_dello.html

Ho sempre ritenuto che parlare di “rimborso spese” e “facilitazioni” fossero concetti offensivi della dignità dei giovani soprattutto in un periodo dove molti giovani vengono etichettati ingiustamente come “bamboccioni.” ed è noto il ritardo del loro ingresso nel mercato del lavoro. A mio avviso, una legge giusta deve stabilire che un giovane stagista a diritto di riceve una retribuzione non inferiore ad una certa cifra, soglia che l’azienda ospitante non deve scendere, ma non deve escludere la legge stessa la possibilità che una azienda possa retribuire anche di più uno stagista…”

Facciamo un esempio pratico. La legge dovrebbe stabilire che uno stagista non può prendere una cifra inferiore a 500, 600 euro mensili? Bene, l’azienda ospitante non può scendere sotto questa cifra ma ha la facoltà e la discrezionalità di dare di più ad uno stagista. Per esempio 650 euro al mese. Questa idea sostenuta da me in questo articolo per la prima volta, la possiamo chiamare “la regola del limite minimo retributivo.”

Vi aggiornerà prossimamente sugli altri punti della bozza, e sulla evoluzione degli accordi legati alla stessa. Credo che se le parti sociali e le ragioni dovessero accettare questa bozza avremmo sicuramente un peggioramento della condizione degli stagisti.

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Marco Patruno

Si è laureato alla facoltà di Scienze Politiche all'Università degli studi di Torino. Nell'ottobre 2007 dopo una deludente esperienza lavorativa è l'ideatore del blog Generazione P http://generazionep.ilcannocchiale.it ed è il primo ad introdurre in Italia questa espressione che sta per generazione precaria. Il suo blog si occupa di precariato giovanile e di denunciare i casi di “stage truffa.” E il promotore del “Manifesto dei diritti dello stagista – idee per un cambiamento” 14 punti volti a sensibilizzare l'attuale dibattito in materia stage e tirocini e spingere il legislatore ad apportare modifiche di tipo legislativo. Vincitore di numerosi concorsi letterari. Ama leggere e scrivere perché crede nel profondo valore della parola come testimonianza civile. Cura un blog anche sulla testata on-line “Quotidiano Piemontese” Tra i primi a notare il suo incessante attivismo a difesa dei giovani precari e stagisti è stato l'editorialista Bruno Ugolini del quotidiano “L'Unità"