Come può fare un candidato sconosciuto ad acquistare visibilità? Scopri le sei mosse fondamentali

Le campagne elettorali sono i momenti di climax della politica di un paese. Di solito la campagna elettorale propriamente detta dura due o tre settimane a secondo del Paese (in Messico ad esempio dura anche alcuni mesi) a cui bisogna aggiungere almeno altre tre o quattro settimane di pre-campagna, che oramai si fa fatica a differenziare da quella ufficiale.

Questo periodo di tempo è utilizzato dai vari partiti per contendersi l’attenzione degli elettori verso le proprie proposte politiche raccolte nei programmi divulgati tramite il web, social network, blog, volantini, manifesti, ecc.

Queste campagne elettorali, nella maggior parte dei casi, riescono a spostare un numero di votanti non superiore al 20%. Percentuale che comprende gli indecisi e gli astenuti. I primi sono (o dovrebbero essere) il target su cui puntare gran parte delle forze della campagna elettorale. Gli astenuti invece, i quali stanno crescendo considerevolmente negli ultimi anni, dovrebbero essere presi in considerazione a parte ed in modo parallelo viste le loro specificità , analizzando i motivi del loro non-voto nelle anteriori elezioni.

Se questo è il complesso contesto in cui si trovano a ‘combattere’ tutti quanti i candidati che si presentano ad una determinata consulta elettorale, per i nuovi candidati, quelli che fino al momento non hanno goduto della visibilità delle ‘vecchie gioie’ della politica, è ancor più complicato competere in modo paritario con gli candidati già ‘esperimentati’. Ed è così che un certo status quo tende a mantenersi intatto a tutti i livelli di rappresentazione politica, con la complicità (in molti casi interessata) dei media locali e/o nazionali.

Come si fa allora ad impostare la campagna elettorale di un ‘nuovo’ candidato?

- E’ indispensabile partire il prima possibile con una campagna di comunicazione che presenti non solo le idee e proposte del candidato ma il candidato in sè. Si tratta di far conoscere il candidato agli elettori (Biografia, percorso professionale, percorso politico, ecc.)

In questa prima fase i Media (locali e nazionali) possono essere di grande aiuto. Fortunatamente però siamo in pieno boom dei Social Media, strumenti che possiamo, con minimi costi e molta creatività, sfruttare a nostro favore.

- Nonostante la personalizzazione che sta attraversando la politica negli ultimi decenni, le formazioni politiche continuano ad avere una forza dirompente nelle nostre società (in Italia sono ancora oggi determinanti sia nell’organizzazione della vita politica sia nella selezione della classe dirigente). Per questo motivo l’appartenenza o meno ad un Partito politico e le dimensioni di questo contribuiranno in modo decisivo a facilitare oppure ad ostacolare la discesa in politica del nostro candidato. La strategia di campagna sarà fondamentalmente diversa a seconda del partito in cui si trova il candidato (libertà di scelta dei temi, produzione propria dei materiali, possibilità e grado di visibilità ‘concesso’, ecc.)

- Raccontare storie, ovvero fare uso dello Storytelling. Si tratta di strutturare i nostri racconti secondo la metodologia che meglio capisce e più ricorda la mente umana e che è quella a cui ci siamo avvicinati da piccoli, i racconti, con introduzione, sviluppo e conclusione.

- Scegliere un solo messaggio, chiaro e forte. Non si tratta però di una scelta casuale, deriva invece da una ricerca preventiva che studia il contesto politico, sociale, culturale ed elettorale dello specifico appuntamento elettorale, da una parte, e le specificità del nostro candidato e degli avversari diretti, dall’altra. La selezione del tema/i può determinare l’andamento della campagna e situare il nostro candidato in una posizione più o meno centrale rispetto al dibattito elettorale che si terrà.

- In mancanza di una politica di trasparenza per quanto riguarda il ruolo dei lobbisti in campagna elettorale nei nostri paesi, vanno invece di moda (e funzionano fino a un certo punto) gli endorsement da parte di persone/personaggi riconosciuti e apprezzati nei loro ambiti di azione (imprenditori, artisti, ecc.) oppure dai propri colleghi politici, attuali o non più attivi ma di riconosciuta autorevolezza.

- Auto-finanzamento della campagna (sempre collegato al tema della non trasparenza dei lobbi). Si tratta senza dubbio dell’aspetto più aspro di tutti, visto che non c’è in Italia una cultura diffusa di sostegno economico diretto alla politica – ai partiti e ai candidati-, a differenza di quel che succede altrove (es. USA). In più bisogna considerare che proprio in questo momento tutto quel che riguarda la politica e le istituzioni è sotto accusa, rendendo ancora più difficile la racconta di fondi.

Però, il finanziamento è un aspetto da non sottovalutare nella corsa alle elezioni, se è pianificato bene ci può consentire di avere un’autonomia e una capacità maggiore per portare avanti il progetto politico del nostro candidato.

Per facilitare la raccolta soldi ci sono strumenti online che ci possono essere di indiscutibile aiuto, oltre ad una indispensabile strategia comunicativa chiara e trasparente.

Ovviamente portare un candidato ‘sconosciuto’ davanti all’opinione pubblica non è affatto facile, ma è proprio in questi casi dove una buona, anzi, un’ottima campagna elettorale, con tanto di ricerca, strategia e organizzazione, sommati alle indispensabili virtù e capacità politiche e comunicative –che possono sempre essere migliorate- del nostro candidato, può fare la differenza.

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Natalia Garcia Carbajo

Politologa e consulente di comunicazione politica ed istituzionale. Responsabile della comunicazione di Dared Radio. Attualmente si occupa di curare la comunicazione e l’immagine pubblica di politici spagnoli ed italiani oltre ad stare sviluppando un suo progetto di marketing e comunicazione che pretende avvicinare i cittadini ai suoi rappresentanti politici ed istituzioni (e viceversa). Appassionata di E-government e Open Goverment.