FONDO ‘SALVA-STATI’ DIVENTI STRUMENTO PERMANENTE
L’Europa e la Grecia hanno pagato a caro prezzo l’assenza di un’unica autorita’ europea che prendesse
rapidamente le decisioni necessarie a mettere al riparo la moneta e i debiti sovrani dalla speculazione. Mesi di incertezze e ripensamenti sul da farsi hanno decuplicato i costi di un intervento risolutivo e portato la giovane democrazia di uno dei paesi piu’ pacifici del mondo sull’orlo di una guerra civile o di un ritorno alla dittatura. Il via libera del Parlamento tedesco all’aumento della dotazione del fondo salva-stati ha un significato politico piu’ che economico di grande rilevanza.
Finalmente i cittadini tedeschi, maggiori azionisti di riferimento dell’Euro, costringono il loro governo a uscire dall’ambiguita’ e dai tentennamenti confermando la scelta europeista che molti osservatori interessati avevano messo costantemente in dubbio. Con il finanziamento del fondo e la sua auspicabile trasformazione in uno strumento permanente, esiste ora la possibilita’ di varare una strategia precisa per uscire dall’emergenza e riportare la serenita’ ad Atene e in tutte le capitali europee, finite in pochi mesi nell’incubo delle manovre lacrime e sangue, della recessione, della bancarotta. E’ vero, lo squilibrio insostenibile tra debito e Pil e’ il risultato di politiche dissennate nei singoli paesi, che in Grecia hanno avuto l’aggravante di arrivare a truccare pesantemente i conti. Ma e’ stata la speculazione permessa su mercati senza regole ad amplificare in modo parossistico gli effetti di una crisi nata, non lo dimentichiamo, dalla patologica finanza selvaggia dei mutui subprime.
Si deve tornare al piu’ presto sulla via del risanamento e del rispetto del patto di stabilita’ e di sviluppo dopo aver isolato immediatamente il pericolo contagio della Grecia e riportando la pace sociale nel paese ellenico. Piu’ volte ho chiesto l’acquisto di titoli-spazzatura dalla Ue, da parte della Bce o del fondo salva-stati per diminuire la pressione sui paesi sotto attacco della speculazione. Con la nuova dotazione, l’Ue e’ ancora largamente in grado di comprare interamente il piccolo debito greco. Si varino al piu’ presto normative efficaci per impedire ai raiders della finanza di mettere in ginocchio Stati tra i piu’ ricchi del mondo. Si nomini democraticamente un ”ministro delle Finanze” della Ue, dotando il suo dicastero di autonomia di bilancio grazie all’emissione di Eurobond e alla tassazione delle transazioni finanziarie e si aiutino i membri della comunita’ a imboccare senza traumi e al riparo dalle speculazioni la strada del rigore dei conti e della crescita nel rispetto del patto di Maastricht, senza atteggiamenti inutilmente punitivi verso i loro cittadini.
L’economia e’ guidata dagli uomini, non e’ un accidente naturale. Talleyrand diceva che la guerra e’ una cosa troppo seria per lasciarla ai militari. Il lavoro, il destino delle imprese, la qualita’ della vita delle famiglie, il futuro delle giovani generazioni sono questioni troppo importanti per essere lasciate in mano ai tecnocrati, alle agenzie di rating e ai grandi gestori di fondi.
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