La cosa 2 (quella pubblica)
Le notizie serie dell’ultima settimana – a parte quelle sciocche, tipo l’omicidio di Gheddafi (l’inciso dell’inciso: uso omicidio non a caso. Chi condanna i carnefici non applaude ai carnefici dei carnefici) o la nomina del Governatore della Banca d’Italia – sono due.
1. Tutti quelli che on line e off line da settimane andavano dicendo di voler combinare un casino alla manifestazione del 15 ottobre non lo facevano così, tanto per parlare. Il risultato si poteva vedere per le strade della città il giorno successivo e grazie ai media per molti dei giorni seguenti.
2. A Roma ogni tanto piove. Sembrerà un’ovvietà, ma così non è. La pioggia ha infatti sorpreso molti cittadini e l’intera amministrazione pubblica. Infatti: tombini ostruiti, manto stradale mal (o non) manutenuto, hanno consentito a quei pochi romani dotati di branchie di vivere una giornata di riscatto dopo una vita passata a sopportare gli sguardi obliqui che subiscono tutti quelli con una caratteristica fisica tanto peculiare.
Senza discutere di argomenti su cui i pornografi delle idee si sono già esercitati anche a questo round, mi stupisce piuttosto una cosa che mi pare di osservare: il “giorno dopo” delle persone. Strade ripulite, incendi spenti, incroci asciugati, vittime tumulate (per il secondo episodio, non per il primo!), per molti di quanti hanno anche sofferto i disagi o i disastri dell’ultima settimana, tutto è alle spalle.
Nel corso di una manifestazione 500 (mille? Millecinquecento? Duemila?) persone si impossessano di una fetta grossa di una capitale europea esigendo il diritto di saccheggio? Succede. Nella stessa occasione, viene assaltata e data alle fiamme un’abitazione privata, in presenza degli abitanti della stessa casa? Può capitare. Per un acquazzone di due ore una città perde un punto di PIL e un tizio ci lascia la pelle in casa sua? È proprio vero che non ci sono più le mezze stagioni.
Sembra proprio che, piano piano, un pezzetto alla volta, ci stiamo abituando a tutto. La cacca dei cani per strada, gli schiamazzi sotto casa fino alle quattro del mattino, l’evasione fiscale ostentata da ogni professionista o artigiano. E l’ignoranza diffusa, la vuota arroganza dei potenti, la volgarità dei media. Fino alla rinuncia al reclamo dei diritti civili.
La mia generazione, per fortuna, non ha vissuto alcuna guerra. Ma oggi mi domandavo, immaginando che ancora si combattesse con baionette e granate, cosa faremmo nel caso in cui ci trovassimo assediati.
Sulle barricate fino alla morte? O via, salvando più denari possibile? O, piuttosto, come sempre in fila al supermercato, sperando che le bombe al massimo colpiscano i civici pari – eh, io sto al dispari – chè poi con i Lanzichenecchi in un modo ci si mette d’accordo.
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