Il mostro a Firenze
Samb Modou, 40 anni, Diop Mor, 54 anni, Moustapha Dieng, 34 anni, Gianluca Casseri, 50 anni. Il mostro del razzismo a Firenze.
La follia omicida, l’odio razziale, la disperazione, la morte. Non ci sono molte buone parole per descrivere quello che è accaduto a Firenze ieri, così come non ci sono mai buone parole per commentare la morte. Si rincorrono le analisi, così come i titoli dei giornali e dichiarzione di rabbia e sdegno. Una delle migliori è sicuramente quella di Ugo Maria Tassinari, uno dei maggiori esperti di fascisterie, che sul suo blog ci spiega bene il movimento dell’estrema destra italiana.
Cresce anche l’idiozia dell’esaltazione, l’immaturo e primordiale innalzamento sull’altare dei martiri di un assassino. E come spesso accade, Facebook alimenta questi sentimenti con pagine come questa
Non è il primo caso e, purtroppo, non sarà nemmeno l’ultimo. Ma allora che fare? Cercare responsabilità nella politica? Nelle riforme che non arrivano? Nella crisi che sta cambiando questo Paese? Nella mancanza di cultura o, spesso e volentieri, di istruzione?
Non può non interessarmi e non deve non interessarci. Le colpe sono di chi commette il delitto, le ragioni sono nel delitto stesse che va condannato e con estrema forza. Quello che noi dobbiamo fare, perchè possiamo, è convincerci fino in fondo che non è questo il Paese nel quale vogliamo continuare a vivere, che faremo di tutto per provare a cambiarlo abbattendo ogni steccato identitario che ci recinta e non ci lascia vivere in libertà con gli altri. Perchè è razzismo anche incolpare gli immigrati di uno stupro che non c’è mai stato, è razzismo il raid al campo nomadi del giorno dopo a Torino ed il titolo del giornale “La Stampa”.
Dobbiamo non aver più timore dell’asiatico in metro, del ragazzo dell’est che cerca solo pane e lavoro, della ragazza costretta a marciare su strada e non per rivendicare un diritto. E’ dentro di noi che questo stato di cose può cambiare, solo ed esclusivamente li. L’ altro, il diverso da sé, l’uomo nero incubo dei bambini, non sono altro che uomini e donne con le nostre stesse passioni, con i nostri stessi sogni, con i nostri stessi occhi. E allora è per questo che dobbiamo batterci, per dare diritti e cittadinanza a loro ed ai loro figli, che un giorno saranno italiani come noi. Solo con i diritti, solo con una compiuta cittadinanza sarà possibile invertire la rotta ed il paradigma culturale che genera mostri. L’indignazione, come al solito, non basta, servono politiche forti mirate all’inclusione sociale.
Casa Pound e simili, fascisti di nuova generazione che la storia sta a poco a poco sconfiggendo, se ne facciano una ragione. C’è un Italia diversa, migliore, aperta e libera.
Ma siamo il 99%?
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