Intervista ad Arianna Ciccone, la ragazza con la valigia blu.
Simona Melani intervista Arianna Ciccone, organizzatrice del Festival internazionale del giornalismo e fondatrice del sito valigiablu.it . In una breve intervista Arianna, nota su twitter come @_arianna, ci spiega la sua storia personale e chiude con un consiglio per chi vuole intraprendere la professione del giornalista: andare fuori dall’Italia.
Come nasce l’idea di organizzare il festival internazionale del giornalismo?
Nasce dalla mia passione per il giornalismo e da una frustrazione: ho rinunciato alla professione perché ‘lavorare in redazione’ non era per me. Ho preferito fondare la mia agenzia di comunicazione, che tra le altre cose si occupava di ideare e curare eventi culturali. Alla fine è stato quasi naturale arrivarci: eventi, cultura… giornalismo.
Sei molto presente su Twitter: nell’anno della sua “esplosione” in Italia, che bilancio puoi fare sul suo utilizzo da parte dei giornalisti italiani?
C’è di tutto: chi lo usa con scioltezza, chi è in evidente disagio ma ci prova, chi partecipa e si fa coinvolgere, chi fa parte di ‘circoletti’ autoreferenziali. Non abbiamo ancora il nostro ‘Andy Carvin‘, questo è certo
Pare sia ripartito l’annoso dibattito sull’importanza dei blog, sulla loro rinascita o meno. Secondo te, che ruolo hanno i blog nel panorama informativo italiano?
Ogni volta che arriva una novità si parla della morte di qualche altro mezzo. Ma le cose non sono così lineari, per fortuna. I blog fanno parte dell’ecosistema, non rinascono, semplicemente non sono mai morti, a mio avviso. Il ruolo dei blog nel panorama informativo italiano? Rendono il mondo dell’informazione più ricco e vivace. Al di là del peso che poi hanno nell’opinione pubblica e nel circuito dell’informazione tradizionale.
Pare che in settembre l’ordine dei pubblicisti sarà abolito: che ne pensi?
Penso che l’accesso alla professione in Paesi come Gran Bretagna e America funzioni alla grande. Lì l’Ordine dei Giornalisti non c’è e non c’è mai stato.
Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere “il mestiere del giornalista”?
Andare via dall’Italia, fare un’esperienza all’estero è fondamentale. non avere l’ossessione del posto fisso, essere intraprendenti, misurarsi con diverse forme di giornalismo e con tutti gli strumenti a disposizione (grazie alla Rete soprattutto), e se lo si vuole fare seriamente trovarsi un lavoro per mantenersi :)
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