L’ultimo bluff di Merkozy
All’ultimo Consiglio Europeo, per bilanciare l’ossessivo desiderio di approvare I’ll fiscal compact con regole piu rigorose per il rientro dal debito, il duo Merkel-Sarkozy ha estratto dal cilindro un’idea formidabile per la crescita.
Quella di utilizzare I fondi europei non spesi per finanziare la ripresa della economia e dell’occupazione e sostenere in particolare le piccole imprese. Peccato che,come ha prontamente precisato il Commissario competente Hahn, di soldi non spesi negli anni 2010 e 2011 ve ne siano solo 30 milioni. In realta’ nell’attuale quadro finanziario 2007-2013 dei 350 miliardi di euro per la coesione previsti,rimangono 82 miliardi di euro non ancora erogati ma sono vincolati a 455 programmi gia concordati coi governi e con le regioni. Non si possono dunque distogliere per sostenere I’ll grande piano europeo per la crescita.
Si puo’,ed e’ doveroso farlo,incoraggiare ad accelerare la spesa, si puo’ chiedere che le regioni e I governi evitino, all’interno dei programmi gia concordati, di spruzzare i fondi qui e la’ come sussidi per piccoli interventi ma li concentrino su grandi obiettivi ( in Italia ad esempio l’agenda digitale lanciata dai Ministri Profumo e Barca). Si puo’ e si deve aprire gli occhi e vigilare per impedire che mani malavitose ed affaristiche in alcune aree ne facciano incetta. Ma non si puo’ far credere che siano il combustibile adeguato per il grande piano per la crescita.
I nostri governanti europei devono smetterla di cincischiare, di lanciare bluff immediatamente smascherati, devono prendere atto che servono nuovi strumenti per nuove risorse, come l’emissione dei project bonds e la tassazione sulle transazioni finanziarie. Solo con scelte coraggiose,e’ possibile assicurare investimenti adeguati per far respirare la economia europea e dare sollievo a famiglie ed imprese,oggi in pieno e profondo disagio.
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