Mamma, archeologa e anche no.

Auguri a chi si divide tra biberon e scarpe antinfortunistiche, a chi va in cantiere col pancione e a chi ci vorrebbe andare ma non può.

Alle archeologhe che fanno da babysitter ai bimbi delle colleghe al lavoro, a quelle che hanno dovuto cambiare vita ma hanno ancora la pelle d’oca quando sentono l’odore di erba e terra bagnata, a chi ha lasciato secchi e stazione totale senza rimpianti. Buona festa alle mamme delle archeologhe e a chi figli non ne ha e nemmeno ci pensa, perché la maternità è scelta personale e consapevole anche se qualcuno vuole farci credere il contrario.

 

Comments

Powered by Facebook Comments

Related posts:

  1. Mamma butta la pasta

Astrid Deredita

Astrid D'Eredità. Nata a Taranto nel 1979, vive a Roma con un biglietto aereo per l'Europa sempre in tasca. Ha conseguito un PhD in Archeologia presso l'Università degli Studi 'Federico II' di Napoli e una specializzazione in Museologia e Museografia presso l'Università degli Studi 'Aldo Moro' di Bari; e siccome le piace studiare (non se ne deve vergognare) frequenta oggi il corso di laurea in 'Comunicazione pubblica e d'impresa' de la Sapienza. È responsabile comunicazione e nuovi media per l'Associazione Nazionale Archeologi, in seno alla quale ha fondato il comitato di genere 'Archeologhe che (r)esistono archeologhecheresistono.wordpress.com. Si occupa di divulgazione, nuove tecnologie applicate ai musei e alla ricerca archeologica e di crociate per il riconoscimento giuridico dei professionisti dei beni culturali. Un suo saggio sulla musealizzazione delle stazioni delle metropolitane in Europa e nel mondo si è aggiudicato nel 2011 il V Premio Forma Urbis. http://independent.academia.edu/SimonaSanchirico/Papers/1264006/Simona_Sanchirico_Editoriale_V_Premio_Forma_Urbis_). Blogger per Nuovo Paese Sera, è managing editor della rivista scientifica online 'Il Futuro dell'Antico". E sposerà Paul McCartney, prima o poi. In rete: http://about.me/astridrome