Salva Italia ed il commercialista “fai da te”

Il contribuente si lamenta del costo esorbitante del commercialista? Il commercialista non vi soddisfa e lo trovate un costo ingiusto per il vostro esiguo giro d’affari? Ecco a voi l’art.10 della manovra “Salva Italia”!

Si tratta in breve di una possibilità data ad alcune tipologie di contribuenti per risparmiare i costi della tenuta della contabilità. Ovviamente chiedendo qualcosa in cambio!

Ufficialmente chiamato ”Regime della Trasparenza” : in pochi vi avevano prestato attenzione forse perché parrebbe applicabile solo dal 2013 ma alcuni dicono di averne già sperimentato i benefici (e forse non solo quelli…) E’ un’idea anti-crisi basato su una corsia preferenziale specialmente per l’IVA, prima tipologia di imposta evasa.

Dedicato a chi: svolge un’attività artistica o professionale in forma d’impresa individuale o associativa secondo l’art.5 del Tuir. Questi soggetti possono semplificare gli adempimenti fiscali/amministrativi demandando l’assistenza dal commercialista direttamente all’Amministrazione finanziaria.

L’idea nasce dalla volontà di premiare i più virtuosi semplificando alcuni adempimenti amministrativi, anche tramite l’assistenza diretta dell’Amministrazione fiscale.

Benefici: ad esempio: predisposizione automatica dei vari adempimenti IVA (specialmente), di quelli da Sostituto d’imposta (modello 770 semplificato, modelli CUD, versamenti periodici delle ritenute ecc..), soppressione dell’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante scontrino o ricevuta fiscale e specialmente favorendo una più celere compensazione dei crediti IVA con l’abolizione del visto di conformità per le compensazioni superiori a 15.000€ e della prestazione della garanzia per i rimborsi IVA.
Ed inoltre per i contribuenti non soggetti all’applicazione degli studi di settore è disposta l’esclusione degli accertamenti basati su presunzioni semplici; riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento.

Per i soggetti non in regime di contabilità ordinaria che rispettino le condizioni richieste i benefici saranno: determinazione del reddito IRPEF secondo i criteri di cassa, tenuta della contabilità per le imposte sui redditi e IRAP, registri dei beni ammortizzabili, dichiarazioni ai fini IRPEF e IRAP; esonero dalle liquidazioni, versamenti periodici e acconto IVA.

Obblighi: in cambio, chi volesse aderire a questo nuovo regime dovrebbe per esempio, dotarsi di casella mail per, : l’invio telematico all’amministrazione finanziaria dei corrispettivi, delle fatture emesse e ricevute, creare un conto corrente dedicato alla sola attività per la tracciabilità delle operazioni o movimenti finanziari (superiori a 1.000 euro) e garantire l’accesso diretto alle evidenze sulle disponibilità finanziarie.

Ovviamente tutto questo è ancora in fase sperimentale e potrebbe portare ad un lento ma graduale aumento della “contabilità fai-da-te” (il contribuente potrebbe inserire autonomamente i dati) a seconda del volume d’affari o delle dimensioni aziendali o del tipo di attività o del rispetto delle norme imposte per l’adesione a questo regime.

Chiudo con le perplessità: la prima, a fronte di questo articolo, la professionalità ha ancora un valore?
Credo e spero che il monito di questa norma sia quello di sottolineare che forse i tariffari professionali andrebbero rivisti o forse solo di incentivare a non evadere; anche se parrebbe sempre più sminuita la figura del commercialista a favore di altre entità autorizzate a svolgere le stesse mansioni (e a volte anche di più).
Un secondo dubbio è: la Pubblica Amministrazione è davvero esente da errori? Specialmente a fronte di una materia che in questi anni è sempre più ricca di interpretazioni, retrodatazioni e cambiamenti improvvisi. Se sono previste sanzioni per il contribuente, dove o chi si farà carico delle sanzioni per eventuali errori della controparte? Chi sarà il reale soggetto di dialogo per il contribuente!? Solo un computer?! La P.A. sarebbe (nell’eventualità) in grado di sostenere una massiccia adesione, considerando che l’Italia è il Paese delle piccole realtà economiche!? Oppure dovrebbe assumere più personale, incrementando il debito pubblico?

Ed infine, il cosiddetto “fai-da-te” già usato per il 730 (modello dichiarativo di tanti italiani), soggetto negli ultimi anni a maggiori controlli che hanno evidenziato errori, sviste e male interpretazioni dei contribuenti; è così conveniente riproporlo!? (o meglio: per chi potrebbe essere conveniente!?)

Certamente, forse, potrebbe essere una buona soluzione per i commercialisti con clienti morosi …

Consulta l’Art.10.

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Rossana Cerati

Mi avvicino al traguardo dei 30 anni ma senza alcuna fretta! Ed intanto, nel tempo libero, mi distraggo così: Dott.ssa in economia e commercio, Laureanda alla facoltà di economia di Torino nel corso di laurea specialistica in professione commercialista. Praticante commercialista. Esperta nella I commissione Bilancio al comune di Torino. Sembrerebbe una malattia ma rassicuro: non è contagiosa! (è solo genetico!)